Studio Acqua Tortona

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Pensavo fosse radiofrequenza…invece era un calesse

Prima di partire a bomba con riflessioni che ti riguardano, permettimi di ricordarti il concetto che non deve mai dimenticare la donna che vuole una pelle soda e compatta Se vuoi ottenere un risultato visibile e a lungo termine, devi rassegnarti a selezionare cosmetici e trattamenti eccezionali, diversi da quelli che hai già provato, semplicemente perchè se quelli che hai già sperimentato fossero stati davvero efficaci, avresti già raggiunto il risultato che speravi. Come diceva Einstein ? Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose Ma torniamo a noi Ti riassumo in 3 punti quello che ti ho appena detto, poi ti accompagno a scoprire i segreti di una radiofrequenza che funziona davvero Mi sono spiegata bene ? Perfetto, allora torniamo a noi e a quello che mi preme dirti oggi, ovvero il motivo per cui, nonostante tu abbia investito tanto in trattamenti anti età eseguiti con una radiofrequenza per contrastare il decadimento cutaneo, non hai ottenuto i risultati che ti aspettavi. Non voglio farti credere di avere la formula magica, semplicemente nei primi due decenni di attività ho commesso gli errori più comuni in cui inciampano tutte le estetiste. Ho acquistando tecnologie e cosmetici inutili, ho deluso decine e decine di donne prima di capire dove stava l’inghippo che mi impediva di offrire risultati visibili e stabili nel tempo. E siccome so quanto bruci ad una donna rendersi conto di aver buttato dalla finestra soldi e speranze, sono qui per vedere se riesco ad evitare che altre donne inciampino in uno dei più frequenti inganni tipici dell’estetica. Lo predico da anni alle clienti e oggi martello con questo mantra anche le mie allieve estetiste… La maggior parte delle aziende che vendono tecnologie non capiscono una beata fava nè di quello che vendono nè di come funziona un corpo umano, anche perché molte di esse NON PRODUCONO, ma commercializzano apparecchiature di cui non sanno nulla! Intortano le estetiste dicendo di essere i migliori sul mercato. Promettono a queste povere ragazze mari e monti per smaterializzarsi dopo che l’estetista ha sganciato la grana per mettersi in casa il “calesse“. E se stai pensando che stia esagerando, fai una prova, anzi spara le domande che sto per elencarti alla tua estetista: Ma soprattutto prova a chiedere come puoi tenere sotto controllo i cambiamenti della pelle per non rischiare di tornare come prima (o peggio di prima ) nel giro di due settimane Lasciami indovinare… Non solo non hai mai pensato di fare queste domande alla tua estetista ma qualora le avessi fatte non ti è mai stata data una risposta convincente. Eppure questo vuoto di conoscenza è più frequente di quello che immagini ed è la vera causa del fatto che l’estetista abbia perso la consapevolezza di poter essere una vera consulente votata al mantenimento della salute di un organo importante come la pelle. Ma a questo problema sto già tentando di porre rimedio offrendo alle estetiste illuminate una formazione rigorosa che colmi queste lacune inaccettabili. Ma al di là di questo il mio pensiero va a quelle donne che dopo l’ennesima delusione si rattristono, o peggio, non credono più a nessuno anche quando il destino regala loro l’incontro con professionisti preparati in grado di accompaganarle all’autentico recupero di uno stato di salute e bellezza della pelle. La verità è che se vuoi ottenere risultati sopra la media devi scegliere il meglio e prenderti il tempo per pretendere una risposta alle domande che ti ho appena suggerito . Invece sai cosa non fa la maggior parte delle donne ? Non chiede informazioni, si ferma a valutare il prezzo . Ah quante volte ho sentito dire: “ ho già provato di tutto senza raggiungere i risultati che vorrei e non posso di certo buttare al vento altri soldi “ Eh si, questa è la risposta tipica della donna che si è coricata sul lettino dell’estetista per farsi passare la radiofrequenza sulla pelle allo stesso modo con cui una stiratrice passa il ferro su un paio di jeans. Con la speranza di averti sensibilizzato quanto basta, ti invito a cliccare qui per scoprire gli effetti della radiofrequenza abbinata alle altre tecnologie Metodo Studio Acqua capirai cosa potrebbbe succedere anche a te scendendo dal “calesse”, driblando la stiratrice per arrivare ad un vero risultato visibile. Ti aspetto tra le donne soddisfatte Giovanna

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Condannata ad accumulare grasso, “Non dal fast food, ma dai suoi stessi trattamenti estetici“

Sai qual è la differenza tra un trattamento per eliminare la cellulite che funziona, che insegna come eliminare la ritenzione idrica e come capire se è ritenzione idrica o grasso ed uno che ti alleggerisce due giorni per poi tornare allo stesso punto di partenza fino alla seduta successiva? La risposta è: “10 settimane per rimodellare” Ovvero il sistema che con presupposti scientifici ristabilisce le funzioni dei tessuti del corpo mentre insegna alle donne come mantenere il risultato nel tempo. Conoscere bene cosa succede al corpo quando ingrassa è l’unico sistema per recuperare la forma, quella che desideri… Se invece deleghi i tuoi obiettivi a chi ti promette miracoli, solo perchè è convinto di avere tra le mani il macchinario del secolo, avrai un solo doloroso esito: lo svuotamento della carta di credito. Te ne sai accorta da sola, non è questa la strada che porta al risultato. Attenzione! Non sto dicendo che un buon macchinario sia inutile, ma il tema è: chi lo maneggia sa quale processo metabolico attiva il suo utilizzo ? Sarà sufficiente un solo macchinario per agire su tutti gli stadi che attraversa la pelle prima di ridurre la cellulite? E se quella funzione andasse in contrapposizione con altre già in atto nel tuo organismo? Ti porto come esempio una tecnologia molto in voga in questi anni, di cui avrai già sentito parlare: l’ultima tecnica innovativa, 100% naturale, non invasiva e non aggressiva… così dicono. Mi riferisco a quella sorta di rullo che, scivolando sulle zone da ridurre, agisce sul tessuto connettivo letteralmente scollandolo da altri strati della pelle. Una sorta di spremitura che alla signora ignara delle conseguenze, appare come atto di risoluzione ottimale del rotolo di ciccia con cui è in guerra da anni. Ebbene, la spremitura avviene certamente, ma… Una volta spremuto, il contenuto delle cellule di grasso dove va a finire? Non solo, se quella signora ha un tessuto freddo, con una circolazione difettosa, capillari che si rompono solo a guardarli, pensi che un rullo strizzatore possa passarci sopra senza peggiorare le cose? Lascia che te lo dica, nutro sinceri dubbi a riguardo! In un caso come questo sarebbero più efficaci altre tecnologie, possibilmente combinate tra loro e utilizzate nel modo giusto e al momento giusto. Ma ahimè, non tutti i centri estetici possono permettersi un parco macchine completo. Amica mia, una sola azione non serve a niente, perchè il segreto dell’efficacia sta nel lavorare per gradi. Raggiunge l’obiettivo chi ha la pazienza di eliminare uno dopo l’altro tutti i fattori che fanno formare la cellulite, a partire dalla normalizzazione del microcircolo, il ristagno di liquidi, lo scioglimento delle cellule di grasso, il rassodamento. Capisci adesso perchè dopo un ciclo di sedute tutte uguali i tuoi rotolini sono rimasti tali e quali? Ti è più chiaro adesso che per arrivare al risultato servono sedute complesse, strutturate con più tecnologie, più manualità, più stimoli diversi, sempre alternati e cuciti su misura in base a come reagisce ogni singola persona? Ora forse ti shoccherò dicendoti che i trattamenti del programma “10 settimane per rimodellare“, seguendo i criteri di cui ti ho appena parlato, possono durare fino a 3 ore ciascuno. In quelle 3 ore il tuo corpo avrà tutto ciò che gli serve davvero. So a cosa stai pensando… E chi le ha 3 ore da dedicare a come eliminare la cellulite dalle gambe? Ma come potrei darti risultati così straordinari facendo le stesse cose inutili che hai provato fino ad ora? E siccome credo che un professionista dovrebbe tenersi almeno ad un metro dal pericolo, quando vedo decantate queste tecnologie “tutto fare” vendute come la panacea di tutti i mali, non mi resta che sperare che sempre più persone aprano gli occhi per distinguere il bene dal male. La tecnologia in estetica è lo strumento indispensabile per oltrepassare i limiti del tradizionale lavoro manuale. Una tecnica non è migliore di un altra, perchè l’efficacia sta nel saper padroneggiare entrambi a seconda della necessità e dell’obiettivo da raggiungere La buona notizia è che puoi usufruire di questo metodo integrato, rispettoso dei tuoi bisogni, già testato con successo su oltre 250 donne e frutto di 27 anni di esperienza, partendo semplicemente da una consulenza preliminare utile a chiarirti ancora di più le idee. Puoi evitare tutti gli errori, le delusioni e le perdite di tempo con una telefonata e puoi farlo ora! Ti aspetto dall’altra parte Giovanna

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Dammi 3 minuti e ti mostrerò come sgonfiare la pancia

Mentre cercavo un modo per far capire a queste donne che per eliminare la ritenzione idrica e sgonfiare ilcorpo non c’è altra strada che bere almeno 2 litri di acqua naturale al giorno ( il prosecco e la birra non sono contemplati! ), continuava a girarmi per la testa quest’idea: “Selezionare tra le clienti una donna che mi chiede come dimagrire la pancia e regalarle un percorso per un corpo perfetto. In cambio la fortunata prescelta avrà il compito di compilare una sorta di diario dell’idratazione, su cui andrà annotato il numero di bottiglie da litro e mezzo tracannate in una settimana.” Una testimonianza umana utile a narrare il mio metodo grazie alle foto che raccontano come eliminare la pancia. Monica accetta la sfida ma è avvertita…ci vuole tanta determinazione per starmi dietro.Non si deve illudere: i miei programmi non sono una passeggiata.Lo so bene poichè si tratta di metodi in cui sono specializzata. Tuttavia il capolavoro finale rappresenta per le donne un sogno che diventa realtà: rassodare la pancia mentre ci si accorge di ridurre la cellulite.D’altra parte, risultati simili sono rari al punto da essere quasi inesistenti. Ma questo sistema che ti insegna come sgonfiare la pancia funziona con tutte le donne?Chi dovrebbe farlo?Cominciamo con chi non dovrebbe: La donna che ottiene risultati grazie al percorso 10 settimane per rimodellare è quella che vuole davvero cambiare anche se non sa come fare.E’ la donna che dopo aver abboccato a mille promesse e speso un capitale esige risposte concrete.E’ la donna che ha capito che se non segue un programma serio per capire come disintossicare il corpo dalle tossine potrà solo peggiorare.E’ la donna che ha capito come prendersi cura del proprio corpo in modo consapevole. Semplicemente non c’è altro sistema che ti insegna come disintossicare il corpo, o per essere più precisi, questo è il solo sistema che conosco che ti dimostra come rassodare il corpo all’età di 50 anni e mantenerlo negli anni. Di recente ho trascorso del tempo estremamente prezioso con una donna a cui nel 2019 ho fatto perdere 2 taglie.Non so se in questi 3 anni abbia rimesso su dei chili ma posso dire che quel giorno, fasciata in un tubino color panna, sprizzava una carica di femminilità impressionante.Il suo atteggiamento elegante mi lascia pensare che stia ancora seguendo le mie indicazioni su come perdere peso in menopausa: la donna impacciata che nel 2019 mi implorava di aiutarla era scomparsa. Marcella invece mi tempesta di domande su come si manifesta la menopausa.Il terrore di accumulare altri chili la perseguita. “Da quando ho compiuto 45 anni mantenermi in forma sta diventando una guerra quotidiana tra piatto e bilancia” Ha ragione.I dati parlano di un aumento di 0,5–0,7 Kg all’anno, che inizia a partire già dai 40 anni.E alcune donne possono arrivare ad accumulare anche dai 7 ai 10 Kg . Ingrassare è l’incubo di molte donne e gestire da sole questa fase di cambiamento, sia dal punto di vista fisico che mentale, è pesante e rischioso. La menopausa è un momento in cui possono diminuire qualità della vita e autostima, e la tendenza ad ingrassare può solo aggravare la situazione.  Questo è il mio punto: Marcella ha fatto quello che dovresti fare anche tu. Ti avviso, in questo percorso, non puoi continuare a mangiare come ti pare e piace. Non puoi innaffiare il tuo corpo con mezzo litro scarso di acqua al giorno e dare la responsabilità ad un macchinario, che tu credi miracoloso, di spremerti come un limone. Eh no, troppo facile !Questa è la storiella che ti hanno raccontato dicendoti come dimagrire pancia e fianchi in una settimana senza fatica . Quindi se inizi questo percorso non farlo se pensi che possa essere una passeggiata.Se alla fine ne ricaverai qualcosa non lo è di certo. Questo percorso è un vero e proprio impegno, sia per me che per te.E se non riesci a vedere cambiamenti al primo trattamento non andare nel panico.Perchè il percorso per un corpo perfetto riguarda la crescita di visione, l’evoluzione e la consapevolezza del compiere gesti in linea con la salute, idealmente sotto la guida di un esperto che in questo caso è una donna come te. Quindi? Mettiti in gioco e fallo prima che puoi .Chiedi consigli e abbi le palle di lasciar andare i vecchi schemi.Bevi di più ! Ti renderai conto che neppure una orchidea carnosa può restare florida senza acquaNon mollare !Abbi fede in me e clemenza verso di te.Nel ventre di tua madre hai impiegato nove mesi per formarti, non chiedermi come dimagrire velocemente!Ma quando avrai raggiunto l’obiettivo fai in modo che il resto dei tuoi giorni sia all’insegna del mantenimento. Ti aspetto in consulenza,Giovanna

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Consulenza estetica: l’unica chiave che apre la porta al risultato

Ma cos’è ‘sta consulenza estetica? Ecco la definizione e perchè è essenziale per farti ottenere il cambiamento che desideri. Cara amica a caccia di risultati estetici, prendiamoci almeno 5 minuti, tu ed io dovremo capire molte cose l’una dell’altra. Oggi ti parlerò di questa “nuova” procedura estetica di cui, dalle mie parti, parliamo da diverso tempo. La consulenza estetica: cos’è veramente? Ho scritto nuova tra virgolette perchè la consulenza è tutt’altro che una novità, anche se negli ultimi anni sembra che nel mondo estetico sia diventata un optional. Vedo tutti concentrati a vendere programmi preconfezionati invece di dedicare tempo ad ascoltare con il cuore le richieste di aiuto delle donne che sono in conflitto con la propria immagine: e questa cosa non mi piace per niente! Ma partiamo per gradi. Da definizione, la consulenza estetica o check-up estetico è il colloquio tra consulente e cliente, indispensabile per dare l’avvio al programma di trattamento. È una fase fondamentale per attivare i cambiamenti della pelle che hanno l’obiettivo di migliorare e possibilmente risolvere l’inestetismo. Molto sintetica come definizione ma il senso è questo. Sono convinta che tu abbia il diritto di capire perché, prima di mettere le mani sulla pelle, continuo a insistere con questa storia della consulenza. Tuttavia, c’è un altro momento importante che precede il momento del check-up e viene prima ancora della consulenza. Si chiama pre-consulenza. Tranquilla, nulla di strano, solo una chiacchierata telefonica di un quarto d’ora tra me e te,utile a capire se siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Per raggiungere gli obiettivi, ma soprattutto per farlo immersi in una bolla di serenità, tra noi devono scorrere stima reciproca, fiducia, possibilmente empatia… in poche parole, deve scoccare la scintilla. Esattamente come quando sei attratta da un bel ragazzo che sembra contraccambiare: non sai ancora se tra voi ci sono i presupposti che accenderanno la passione, ma ti azzardi a mandargli un primo timido messaggio di aggancio. Prima lo tasti a distanza e poi lanci l’esca. Se lui dimostra interesse, allora potrebbe nascere una storia. Pensaci… Tra te e me è stato esattamente così. Prima mi hai seguito a distanza per mesi incuriosita dai risultati che hai visto nelle foto testimonianze sulle mie pagine social. Poi ti sei decisa a contattarmi e hai gettato l’esca per sapere come piallare almeno un 50% di pancia o tirare su quelle guanciotte che una volta erano da pizzicottare ma adesso ti ricordano l’immagine della Madonna addolorata. Sei ancora scettica perchè se anche io mi rivelassi l’ennesimo bidone ti girerebbero pesantemente le scatole. Così prima di lanciarti verso un metodo diverso (il mio), tasti meglio il terreno. Il sano rapporto che lega una consulente alla sua cliente Ti capisco.  Pure io ho preso quintali di cantonate da clienti che mi hanno fatto impazzire. Non sono mica tutte disciplinate come quelle che vedi nelle foto che pubblico. Un bel 48% di chi ha messo piede nel mio studio di estetica specialistica ha fatto di testa sua… ha abbandonato a metà percorso, ha saltato o spostato gli appuntamenti, non ha usato i cosmetici che ho prescritto di usare a casa per non perdere i benefici ottenuti e ha fatto altre cavolate che non sto ad elencarti. Chi pensi ci abbia rimesso di più tra me che ho perso l’incasso di qualche seduta e queste donne che hanno scelto di fare di testa propria? Decisamente loro! Sai, mi capita spesso di incontrarle dopo mesi o vedere i loro selfie sui social e inevitabilmente constatare quanto quel “codice a barre” o quelle macchie per cui mi avevano chiesto rimedio sono prepotentemente peggiorate nel tempo. Consulenza estetica a senso unico: una storia che poteva avere un finale diverso Ti racconto la breve storia di Maria. Tranquilla, è un nome di fantasia, non mi permetterei mai di calpestare la privacy di qualcuno. Ieri, girovagando su Instagram, ho visto un suo primo piano e, per deformazione professionale, mi sono soffermata ad analizzarle la pelle. Un paio di anni fa mi aveva chiesto cosa ne pensassi del laser per cancellare le rughe tra il naso e il labbro superiore. Le ho spiegato che il laser, se usato su una pelle preparata, è un ottimo strumento per attivare i processi rigenerativi, peccato che… La fanciulla in questione si ostinasse a lavarsi il viso con “la qualunque”, spalmarsi creme non adatte alla sua tipologia di pelle e scantonare gli appuntamenti regolari in istituto per il riequilibrio epidermico. Ah, dimenticavo di dirti che Maria è una ragazza over 50 molto sicura di sé, con segni evidenti di invecchiamento precoce. Non ha mai messo in discussione la propria routine estetica quotidiana nonostante le avessi consigliato più volte di eliminare alcune terribili abitudini. I miei consigli le sembravano inutili e i miei trattamenti in istituto troppo cari. L’avevo avvertita, su una pelle non preparata e integra, il laser macchia senza pietà. A causa della mia fermezza, Maria non ha più messo piede nel mio istituto ed io ne ho perso le tracce…fino a ieri. Vuoi sapere cosa ho visto guardando il suo selfie su Instagram? Una donna potenzialmente molto bella, tratti del viso particolari oscurati da una pelle rovinata. Grandi occhi azzurri spiccavano su labbra palesemente fillerate contornate da un arco marrone scuro tipo cloasma gravidico. Poi i miei occhi si sono posati sul collo, quella preziosa e delicata zona che io le raccomandavo di curare attraverso una detersione corretta, una regolare esfoliazione e cosmetici nutrienti. Maria su Instagram… una barbie con il collo di una tartaruga. Ero triste per lei, peccato! Se mi avesse ascoltato, ora gli interventi di medicina estetica sarebbero esaltati da un insieme armonioso. Sai cosa ti dico? La pelle e i tratti somatici di Maria così poco equilibrati mi hanno dato conferma che è mio dovere essere chiara fin da subito nel rispetto delle donne che mi chiedono un risultato, soprattutto quando si avvicinano per la prima volta al mio metodo. E tu, se non hai ancora ottenuto certi risultati è semplicemente perchè non conoscevi un sistema così ben strutturato

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La detossinazione

Come riuscire a recuperare vigore e dimostrare 10 anni in meno utilizzando una formula scoperta 2500 anni fa. …anche se ti hanno sempre fatto credere che puoi conquistare salute e bellezza solo grazie a illusorie formule magiche a caro prezzo. Cara amica, ogni giorno decine di donne mi contattano per conoscere il segreto dei trattamenti detox che hanno già fatto recuperare forma fisica e salute a centinaia di donne del tortonese (216, per la precisione). Ti starai chiedendo perché da consulente estetica preferisco parlarti di salute invece che di bellezza. Ecco è proprio questo il punto. Vedi, quando 26 anni fa iniziai ad entrare nel mondo del beauty ero una “atipica “. Non mi interessavano, o meglio, mi infastidivano tutti i trattamenti estetici dal sapore di finto, artefatto. Mi sono sempre chiesta che senso avesse coprire una imperfezione piuttosto estirparla alla radice. Questa storia di buttare sempre la polvere sotto il tappeto deve finire! Per me la bellezza, quella vera, quella fatta di fascino e sicurezza, quella che non sfiorisce con gli anni è visibile (a te come agli altri) solo se stai bene, se sprizzi di salute. Ma ahimè questo concetto non è sicuramente in sintonia con i messaggi mediatici che ti bombardano la testa da ogni angolazione lasciandoti in balia delle spietate regole del business. Ma torniamo alle richieste che ricevo ogni giorno dalle donne… L’interesse e la curiosità nascono dall’inevitabile shock che le colpisce dopo che hanno posato gli occhi sulle foto che testimoniano i risultati ottenuti grazie ai percorsi detox. Ma, per capire come riesco a ottenere questi risultati lascia che ti racconti un pezzo della mia storia. Non più di cinque anni fa mi trovavo esattamente al punto in cui ti trovi tu adesso. Avvertivo un tormento non ben definito, una perenne sensazione di pesantezza emotiva che ogni giorno aumentava il carico sul corpo, stritolandomi in una morsa che mi lasciava senza respiro. Per non parlare del conflitto mentale che mi tormentava silenzioso e pungente ogni volta che mi guardavo allo specchio. Le giornate dedicate allo shopping nei negozi di abbigliamento si erano trasformate in match tra le mie forme e lo specchio dei camerini prova. Non ero ossessionata dalla ricerca del bello fine a sé stesso, piuttosto non riuscivo più a sopportare di alzarmi ogni mattina avvolta da un malessere generale diffuso. Stavo subendo passivamente una sorta di invecchiamento precoce che mi sbatteva in faccia la cruda realtà… Mi ero dimenticata di me per troppi anni! Le forme del mio corpo, non propriamente armoniche, raccontavano spudoratamente un senso di malessere profondo.Fino al giorno in cui mi sono trovata a dover scegliere tra continuare a sopportare il carico restando nell’immobilità più totale o darmi una mossa per non morire dentro. Di una cosa ero perfettamente consapevole, sapevo benissimo che più della metà delle mie abitudini e routine giornaliere non erano in linea con i miei obiettivi. Mi spiego. Sapevo benissimo che non potevo pretendere di avere una forma fisica apprezzabile continuando a ingurgitare cibi spazzatura dando la colpa allo stress. Mi ostinavo a fare ginnastica da divano mentre pretendevo di migliorare le forme. Ero bravissima a raccontarmi bugie, riuscivo anche a convincermi che non avevo tempo neanche per rilassarmi e buttare via scorie nella mia amata sauna finlandese. Così, senza addentrarmi nei dettagli della lunga storia travagliata ho buttato la testa nei libri fino a recuperare un principio che sta alla base del buon funzionamento dell’organismo umano, una formula che risale alla notte dei tempi e che non ho certamente inventato io. Corpus Hippocraticum: la sapienza antica per il benessere contemporaneo Come vedi non ho inventato nulla di nuovo, ho semplicemente applicato e concretizzato lo studio di Ippocrate tra il 460 e il 377 a.C., in quello che può essere considerato il primo trattato di medicina della storia, il Corpus Hippocraticum. Un corpo è bello quando sta bene cioè quando vive uno stato di salute. Ogni cellula è sana grazie all’assenza o al contenimento di scorie metaboliche responsabili degli stati infiammatori. Tranquilla, non ho nessuna intenzione di annoiarti con argomentazioni medico scientifiche, ma credo sia opportuno ricordarti che lo stato infiammatorio è quella condizione che si manifesta attraverso la cellulite, il gonfiore, l’accumulo di adipe, l’insonnia, il cattivo umore, la stanchezza cronica, i dolori articolari, le cefalee e…  mi fermo perché la lista è un tantino lunga.  Il nostro corpo, ogni giorno, anzi ogni attimo, combatte una guerra contro le scorie metaboliche, ovvero quella vera e propria spazzatura inquinante che crea infiammazione. Questo fuoco prima si limita a infiammare alcune aree circoscritte del corpo, poi se non viene spento divampa carbonizzando tutti i tessuti che incontra. L’infiammazione diventa cronica al punto da generare un vero e proprio stato patologico a volte irreversibile. Ora capisci quanto sia importante intervenire precocemente sugli stati infiammatori? Il dramma nasce quando arrivi al limite, alla saturazione e non avrai neppure più il coraggio di mentire a te stessa pensando che tutto passerà. I sintomi della tua saturazione, intrappolati in abiti XXL, imploreranno aiuto a tuo nome, ma potrebbe essere troppo tardi. Al dolore si aggiungeranno fastidio e imbarazzo.  Ho incontrato donne che non hanno trovato, la forza di cambiare rotta. Cambiare è un atto di coraggio e non tutte abbiamo la forza di sfidare le nostre debolezze. Ma se decidi di restare tra le sabbie mobili, oltre al disagio estetico, che è il primo campanello di allarme,  darai inizio ad un processo metabolico ben più grave e pericoloso. Purtroppo avrai preparato il terreno a patologie ben più serie e pericolose. Detossinazione in cinque settimane, scelta per niente casuale L’eliminazione delle scorie è un processo naturale che il corpo attiva per auto-pulirsi dagli scarti prodotti dalla combustione dell’energia utilizzata per sopravvivere e per espellere le schifezze che ristagnano dentro di te. Come entrano queste porcherie nel tuo corpo? Te lo dico brutalmente, sei tu che le butti dentro attraverso le scelte alimentari, cosmetiche, emotive. In pratica dovresti fare molta più attenzione a cosa mangi, a cosa ti spalmi, a quali emozioni

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Adipe localizzato o cellulite?

Come un’estetista ricercatrice sconfigge la cellulite rifiutando di trattare la cellulite. Quali trattamenti efficaci per la cellulite scegliere per compiacersi degli sguardi del vicino di ombrellone. Che confusione! Tutti parlano e sparlano di cellulite anche quando di infiammazione del tessuto connettivo non si vede neppure l’ombra. Insomma, una gran parapiglia all’insegna dello sconforto. La paura di avvizzire che attraversa da sempre la mente delle donne ha permesso al battage mediatico di illuderci con soluzioni troppo generalistiche. Tattica sopraffina e ben studiata per creare un fantastico e florido business. Per fortuna i tempi della consapevolezza sono maturi, gli occhi e la mente si aprono su tutti fronti e un po’ tutte ci siamo stufate di abboccare alle false promesse. Non sentirti sola, nella rete dell’inganno non sono cadute solo le ignare fanciulle a caccia di rimedi. Anche la maggior parte dei professionisti che dovrebbero essere in grado di trovare una soluzione efficace , mettono nello stesso calderone perdita di elasticità, ritenzione idrica e adipe localizzato. Amica mia sappiamo quanto un intervento improprio non riesca a generare il miracolo sperato e per questo lascia che l’estetista ricercatrice ti sveli come stanno realmente le cose. Ogni anno, allo sbocciare delle prime margherite nei prati, complice il clima mite e il desiderio di farsi accarezzare le gambe dal vento (e non solo…), noi donne ci soffermiamo qualche minuto in più davanti allo specchio di casa (o dei camerini di prova delle boutique…). La visione di insieme è all’altezza delle aspettative? In quei cinque minuti di valutazione una scarica adrenalinica attraversa il nostro inconscio quanto la notte prima degli esami. Tempo di raccogliere le idee e via di corsa a comprare il primo rimedio che il web spaccia come la scoperta del secolo. Risultato? Pelle leggermente più liscia per la prima mezz’ora dopo l’utilizzo e poi il nulla. Niente di utile per la prova costume. Tutti confondono l’adiposità localizzata con la cellulite, e per mille situazioni propongono la stessa soluzione. Ma nessuno si preoccupa di indagare dove risiede la causa del tessuto che cambia. Differenza adipe cellulite Proviamo a spiegare la differenza per evitare altri inutili sprechi di tempo e denaro. Cos’è la cellulite e come si forma? La cellulite interessa lo strato adiposo (cioè il grasso) superficiale ed è un vero e proprio stato infiammatorio. L’adipe localizzato è invece un accumulo di grasso negli strati più profondi. La cellulite è una malattia del tessuto connettivo causata da molti fattori e che interessa l’ipoderma, cioè lo strato adiposo tra il derma cutaneo e i muscoli. Le aree più colpite sono fianchi, cosce, ginocchia, glutei che assumono il classico aspetto a buccia d’arancia. In queste zone il tono muscolare si è ridotto e così pure il tono di vene e capillari. Il cedimento lascia spazio all’invasione del grasso. Poco ossigeno e scarso afflusso di sangue, scarsi nutrienti e probabili alterazioni ormonali riducono la vitalità delle cellule generando infiammazione che è la causa scatenante della cellulite. Cara amica l’esperienza mi ha fatto osservare che le donne con la cellulite hanno caratteristiche molto comuni: Trattamenti efficaci contro la cellulite Quindi, se abbiamo capito che quando la membrana (l’involucro esterno) della cellula adiposa è infiammata e non riesce a liberare i grassi depositati, per spremerli fuori dobbiamo far scendere l’infiammazione. Senza questo passaggio non arriveremo mai a un risultato evidente e duraturo. Ecco perché ogni volta che ti sei sottoposta a trattamenti “spremicellulite” senza passare da una fase detox, unico sistema per abbassare l’infiammazione, hai solo contribuito a peggiorare le cose. Ora ti starai chiedendo se esiste un trattamento efficace per la cellulite, per sconfiggerla o almeno ridurla? Ora ti darò una cattiva notizia e una buona notizia. Togliamoci subito quella cattiva. La maggior parte dei metodi in commercio sono incompleti, inutili se non dannosi, proprio per il motivo che ti ho appena spiegato. Ma si sa, già scrivere “cellulite” su un barattolo di crema o su un trattamento estetico crea curiosità e genera tanti soldini. La bella notizia è che un sistema scientifico basato sul principio della depurazione esiste e funziona dalla notte dei tempi. Non pensare però che sia così automatico arrivare alla meta. Se stai già immaginando che esistano pilloline, beveroni o pozioni magiche stai rischiando di andare ancora una volta fuori strada. Anche tu devi essere disposta a lasciare andare le abitudini “tossiche”. L’impegno, la pazienza e il rispetto dei tempi fisiologici di rigenerazione cellulare, ti porteranno a ottenere risultati stupefacenti e duraturi nel tempo. Abitudini tossiche: sveliamo l’arcano Per combattere la tua cellulite (o adipe, chi lo sa?) dobbiamo prenderci tempo per una analisi attenta. Non tutti i tipi di accumuli e rotolini sono cellulite, non tutti gli stadi di cellulite sono uguali e trattabili allo stesso modo, ciò significa che se diamo un nome e cognome al nostro nemico grassoccio, sapremo come sconfiggerlo Il generale e filosofo cinese Sun Tzu vissuto tra il VI e il V secolo a.C. scriveva: “I guerrieri vittoriosi prima vincono e poi vanno in guerra, mentre i guerrieri sconfitti prima vanno in guerra e poi cercano di vincere“Sun Tzu Aveva ragione, senza analisi preliminare e studio strategico non puoi pensare di sconfiggere nessun avversario e la cellulite non è di certo tra le nostre più care amiche! Ogni volta che ti sei cimentata con il fai da te o hai acquistato soluzioni da chi non ha competenza e capacità analitica sei stata oppressa dall’ennesima frustrazione… E non è ciò che meriti! Ora so che fino a questo punto il mio articolo potrebbe sembrarti un’invettiva contro il mercato dell’estetica che ha perso per strada valori importanti come l’etica e il rispetto della salute. In realtà non è così. Al giorno d’oggi le novità e le promesse del “tutto e subito” producono un significativo impatto sui desideri neanche troppo segreti delle persone e delle donne in particolare. In altre parole vende di più chi la spara grossa piuttosto chi si prende la briga di spiegare le cose come stanno per non creare false illusioni. Studio Acqua sul fronte cellulite

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Detossinazione, bellezza e benessere funzionale e olistico

Se hai almeno 35 anni e hai già sperimentato senza successo decine di sistemi per recuperare la forma, allora quello che stai per leggere riguardo alla detossinazione potrebbe stravolgere le tue certezze. “Un impulso istintivo mi ha trascinato davanti allo specchio. Come una statua di gesso, sono rimasta pietrificata“ Vuoi scoprire come una donna, in piena premenopausa, mentre riconquista la femminilità e una vita dinamica, è riuscita ad aiutare 216 donne che avevano perso il controllo sul loro corpo? Anche se è pigra, ha poco tempo e ha iniziato solo dopo i 40 anni a prendersi cura di sé. Cara amica, quella che stai per leggere è la storia di una trasformazione straordinaria, ovvero, la mia metamorfosi ad un passo dalle 50 candeline. Ma non è sempre stato così. So benissimo come ti senti. Mi sono trovata nel punto esatto in cui ti trovi tu adesso, bloccata in questo circolo vizioso senza vie di uscita, fatto di sconfitte e delusioni. Un circolo vizioso da cui, nonostante la fortissima voglia di ottenere un corpo e una immagine da donna carica di femminilità, per lungo tempo non sono riuscita ad uscire. Sia ben inteso, non ho mai puntato a trasformarmi in una star da red carpet o in una pin-up. Pur desiderando ardentemente un cambiamento delle forme, sono sempre stata consapevole che alla soglia dei 50 anni, il fascino e la bellezza sono più conseguenza di uno stato mentale piuttosto che il risultato di chili o centimetri. Qualche curva al posto giusto, una pelle fresca e curata, uno sguardo e un sorriso che raccontano la storia di una donna che, nonostante i dolori della vita, riesce a trovare la forza di raccontare al mondo la propria femminilità. Premenopausa: la presa di coscienza Così un giorno di ottobre, salita per l’ennesima volta sulla bilancia, mi sono resa conto che la lancetta mostrava molti chili in più di quanti pensassi di averne. Un impulso istintivo mi ha trascinato davanti allo specchio. Era come se la mia coscienza mi avesse strattonato per un braccio per risvegliarmi da un torpore letargico durato anni. Come una statua di gesso, sono rimasta pietrificata. Da quanto tempo non mi soffermavo a guardare il mio corpo senza vestiti addosso? Lo specchio rifletteva l’immagine di una donna che non riconoscevo. Quella donna allo specchio non ero io! Fissavo quella cifra sul display della bilancia posata sul pavimento e disperatamente alzavo gli occhi nella speranza che allo specchio ricomparisse quella persona che se ne era andata da tempo. Mi trovavo in preda ad uno sconforto terrificante. Un pensiero martellava la mia testa: “ho quasi 50 anni, non tornerò mai più come prima“. Ero davvero delusa di me stessa. Quando è potuto succedere? Quando? E dire che potrei giurare di non aver mai mangiato così tanto e di non aver mai trascurato la mia pelle fino a questo punto. Quel giorno mi sono detta per l’ennesima volta che dovevo prendere in mano le redini della mia vita. E, confesso, così come la stragrande maggioranza delle donne. Anch’io ho iniziato la mia trasformazione, in modo completamente sbagliato. Cosa significa seguire una “dieta“ Allora credevo che modellare il corpo significasse mangiare poco e bere litri e litri di acqua. Avevo quello stramaledetto chiodo fisso in testa: per perdere chili di troppo dovevo mangiare poco o niente. Rimuginavo continuamente su cosa, quando e quanto potessi mangiare, quante calorie potessi ingerire e come programmare i pasti. Ebbene sì, al tempo ero convinta di essere super brava nel corso della giornata…ma alla sera non riuscivo proprio a trattenermi! Dopo una giornata a stecchetto spesso la sera tornavo a casa a saccheggiare frigo e dispensa. Se qualcuno osava farmelo notare, diventavo una iena. Non era sano. Ero ben cosciente che per raggiungere il risultato desiderato dovevo ribaltare completamente le mie abitudini. Tuttavia, continuavo a chiedermi: “Dove sbaglio?“. “Perché gli altri ci riescono ed io non ce la faccio?”. “Perché non resisto alla pizza, alla birra, alla brioches e a quel prosecco serale che mi fa sentire un po’ brilla e spensierata?”. Desideravo semplicemente avere cosce proporzionate ai polpacci e magari ginocchia un po’ meno raggrinzite. È davvero così impossibile alla mia età? Così ho deciso che era tempo di cambiare… Ho pensato di farlo gradualmente. Per prima cosa ho eliminato dal mio menù enormi quantità di cibo confezionato, sostituendolo con alimenti molto più nutrienti e freschi: ho introdotto cibi sani per raggiungere il risultato che era rappresentato dal principio base, la detossinazione. La caratteristica principale delle detossinazione è che funziona rapidamente: poco dopo aver cominciato a introdurre abitudini sane nella vita di ogni giorno, scopro che il mio corpo era già riconoscente. Pian piano è svanita anche la voglia di mangiare cibi spazzatura ed è aumentata la voglia di muovermi: merito della detossinazione, che eliminava i residui dei cibi nocivi dal mio corpo. Solo allora ho capito che la dieta Detox, la detossinazione, mi stavo finalmente avvicinando ad una forma di equilibrio A quel punto non ero più vittima delle mie rinunce, la detossinazione non è una dieta riduttiva ma un percorso di consapevolezza, un dialogo col proprio corpo: finalmente mi sentivo bene e capivo che ero sulla strada giusta per conquistare tutti i traguardi prefissati. C’era però ancora qualcosa di indefinito che non mi tornava. Mi spiego. Lo specchio del bagno rifletteva un viso che mi ricordava un incrocio tra una prugna secca e un basset hound. Ero talmente in crisi per le forme del corpo e avevo il chiodo fisso della prova costume tanto da dimenticare di avere anche un viso. Cavoli, quello è il biglietto da visita anche in inverno! Se non avessi posto rimedio velocemente, avrei rischiato di interpretare alla perfezione il detto “dietro liceo e davanti museo“. Non riuscivo a spiegarne il motivo, ma provavo una spinosa sensazione di inadeguatezza. Continuavo a sentirmi imprigionata nel corpo di qualcun’altro. L’assenza di curve femminili, cellulite, residui di grasso e pelle avvizzita proprio nei punti in cui mi dava più fastidio, mi ricordavano ogni giorno che

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Acne: un problema risolvibile ma con un metodo scientifico

Come una mamma, estetista ex acneica, non riesce a restare indifferente al disagio di una fanciulla sfiduciata… perché ha vissuto lo stesso dolore fino all’età di 30 anni e ha fatto rinascere la pelle di decine di giovani senza speranza. Cara amica, oggi ti trovi a leggere questo articolo perché anche tu potresti diventare l’ennesima paladina portatrice di speranza per tante ragazze che arrivano a chiedermi aiuto per risolvere il disagio dell’acne. Accolgo il loro sfogo e l’aspetto che più mi colpisce è che arrivano da me senza più speranza ma io so che posso dare loro una nuova vita. Ma prima lascia che ti spieghi perché ti sto scrivendo. Eccoci a maggio 2021, quando dopo aver seguito, accolto e aiutato decine di donne tormentate dalla pelle acneica, decido di urlare a gran voce il mio Metodo risolutivo di cura della pelle. Una voce che spera di essere talmente suadente da ammaliare, al pari di una epica sirena, un’anima sensibile come la tua. Nel bel mezzo della pandemia, quando anche la più ottimista delle persone vede sgretolarsi ogni certezza, la paura annebbia la mente, la creatività si tace, da sotto la mascherina tuona la mia voce per dirti “basta soffrire!“. Coraggio, sì, ci vuole proprio un bel coraggio visto che sono solo una piccola, sconosciuta estetista che nel quasi totale anonimato ha fatto rinascere la pelle sofferente di decine di persone. Si, per ora solo decine, perché la massa fatica ancora a credere che nel settore estetico possa esistere un sistema scientifico efficace che elimina l’acne e ridona vita a quelle ragazze che pensavano di non potersi più guardare allo specchio La bellezza, questo termine violentato e calpestato da una società che non riesce più a guardarsi ascoltando le vibrazioni dell’anima, è frontiera di pochi. Prima di addentrarmi nel dettaglio del Metodo, permettimi di raccontarti la mia storia. Mi chiamo Giovanna Buratti, ho 50 anni, ho una figlia di 21 anni, Alba e un figlio di 17, Giulio. Sono titolare di Studio Acqua, Istituto di estetica specialistica e da anni mi occupo di sviluppo e ricerca in campo estetico e cosmetologico. Se ti scrivessi che sono estetista sarei più diretta. Non riesco però a definirmi “estetista“, non voglio che mi pensi come quella che strappa i peli, dipinge le unghie e mette le ciglia finte. Mi occupo di tutt’altro. Acne: un disagio epidermico da affrontare scientificamente Prima di diventare estetista mi sono diplomata all’istituto magistrale. Non ho mai insegnato, ma probabilmente l’istinto di trasmettere concetti mi ha sempre caratterizzato e ad oggi non mi abbandona…. Il mio lavoro consiste nel risolvere i disagi epidermici e nel fornire strumenti di conoscenza per gestire correttamente e in autonomia il delicato, prezioso quanto maltrattato organo pelle. Così, nel pieno di una crisi di valori senza precedenti, sono qui a faticare per spiegare cosa faccio, in che modo lo faccio ma soprattutto perché lo faccio. Ma sono solo una piccola e sconosciuta estetista di provincia… Lascia che ti racconti da dove nasce il mio credo. Io aggiunto un valore alla mia professione abbracciando una visione nuova che supera lo standard a cui tutti pensano quando si parla di “estetista“ Con il mio metodo ho aiutato già decine di ragazze che avevano perso ogni speranza di miglioramento. Cinque anni fa ho incontrato l’estetica oncologica, un sistema di presa in cura integrata finalizzato a lenire gli effetti collaterali delle terapie che si manifestano sulla pelle. Con gli stessi principi di sicurezza e non tossicità ho strutturato il mio sistema di lavoro: Oggi applico il Metodo sulla pelle di persone in terapia con dedizione, passione e grandi risultati, ma applico la stessa metodica anche sulla pelle di chi, pur non vivendo il dramma della malattia, manifesta disagi epidermici importanti… E come per incanto, raggiungo risultati straordinari. La domanda che sorge spontanea è: perché se la risoluzione risiede in un concetto così logico e semplice nessuno lo applica? Sarò tranciante, ma non vedo altra ragione se non quella di sottolineare che il mio Metodo, a differenza del sistema commerciale del mercato estetico e del business del farmaco, è libero da qualsiasi legame con le aziende di settore. Mi spiego meglio: Quante volte ti sei sentita dire anche tu “devi avere pazienza“? Così succede che mentre tutti trattano l’acne come un mostro cattivo da aggredire, io accolgo il suo disperato appello alla dolcezza e normalità arrivando alla guarigione definitiva. Acne problema psicologico, il processo di rigenerazione Le fonti stressogene esterne e le sostanze irritanti devono essere eliminate per consentire a formulazioni semplici e poco strutturate di attivare il processo di rigenerazione che è parte del nostro bagaglio genetico. C’è un aspetto in tutto ciò che trovo inaccettabile. Le principali fonti stressogene sono contenute nella quantità sterminata di farmaci ad uso topico che vengono prescritte per aggredire le forme acneiche. Dalla mia esperienza ho imparato che invece è necessario rieducare un sistema che è andato in tilt piuttosto che inibirlo. Ecco perché solo dopo aver acquisito i dati necessari per capire cosa sta vivendo la pelle in quel momento, procedo a formulare un trattamento di normalizzazione. Sono consapevole di parlare un linguaggio che stravolge le tue credenze. Questo concetto arriva solo a chi è aperto di cuore e di mente. Ecco perché oggi ho deciso di scriverti… Se stai leggendo significa che ti sei accorta che c’è ben altro oltre l’apparenza. Ti starai chiedendo perché questa piccola sconosciuta estetista di provincia scrive storie così toccanti. Da ragazza sognavo attimi struggenti tra le braccia del ragazzino che neppure mi guardava perché avevo l’acne. Appartengo a quella generazione di donne che poco dopo i vent’anni si sposa e mette su famiglia per essere accettata dalla società… Per la serie, chi se la piglia quella con la faccia butterata? Appartengo a quella generazione che ha dedicato la vita alla famiglia e al lavoro, semina valori “antichi” mentre la tecnologia arriva come un Frecciarossa a stravolgere le abitudini di ex bambini che giocavano a “strega comanda color”. Appartengo a quella generazione che non

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Pelle secca: tutta la verità sulle cause e sui falsi amici

Cara amica, oggi ti propongo un gioco. Chiudi gli occhi, fai un respiro profondo e con tutta la voluttà che riesci a sfoderare, accarezzati una gamba fino al tallone. Fatto? Aspetta, torna ad abbassare le palpebre e ripeti il gesto proibito su un braccio, passando per il collo fino ad arrivare a sfiorare tutto il viso. Tranquilla, non sono impazzita, sto solo cercando di farti toccare con mano che il tuo corpo ti insegue da mesi, forse anni. Come mille altre donne sei in fuga da te stessa, tutte a correre affannate dentro la ruota del criceto, in una società che pressa a cercare il “non so cosa”. Ma torniamo al touch-test che hai appena concluso Provo ad indovinare le tue sensazioni. Mentre ti sei accarezzata hai percepito lo stesso brivido che attraversa le mani di un bimbo quando crea un collage con la carta crespa? Gambe secche, pelle secca e prurito? Oggi ti scrivo per fornirti quella soluzione che, attraverso una semplicità imbarazzante, sigillerà il tuo patto d’amore con la pelle. In due semplici mosse sedurrai il partner e farai morire di invidia le amiche che non conoscono ancora il nostro segreto. Ogni giorno incontro due tipologie di donne. Quelle che sono consapevoli di avere la pelle secca e quelle che credono che la loro pelle squamosa sia irrimediabile e alzano le mani in segno di resa. Le prime mi raccontano di quando si sfilano i collant e vedono la pelle che si squama, e vedono svolazzare pagliuzze di pelle che ricordano la forfora. Mi raccontano della seccatura del prurito alle gambe, del prurito alle braccia, del prurito alle gambe dopo la doccia. Una miriade di spilli sparati da un impietoso bazooka puntato su un corpo indifeso e rassegnato, su una pelle ruvida, sulla pelle del viso secca. Un giorno, una splendida quarantenne mi ha confidato che da bambina, dopo il bagno, anche in pieno inverno correva in giardino avvolta nell’ accappatoio per spegnere il fuoco che la tormentava dalla testa ai piedi. Tutte mi parlano con un tono da confessionale condito dal timore che al posto della penitenza io possa rifilare loro l’ennesima inutile crema idratante. Poi ci sono donne che mi raccontano del ribrezzo che avvertono quando, spalmando la crema si riempiono le mani di immondi topini di pelle. Che orrore imbarazzante! La seconda tipologia di donne invece tenta di convincermi che per la loro pelle secca non esiste rimedio perché è una caratteristica genetica, che le tormenta da sempre, che la pelle squamosa è una loro caratteristica di famiglia, che sono ormai rassegnate ad avere la pelle del viso secca. Mentre mi parlano le immagino da bambine con ginocchia ruvide e guanciotte screpolate, così… chiedo loro se i figli presentano lo stesso problema e, guarda caso, come a rafforzare la tesi della genetica, mi confermano la malasorte. Né io sono sensitiva né loro hanno un problema genetico, tra poco scoprirai l’arcano. In entrambi i casi la sfida è sradicare false credenze per rinvasare germogli di nuovo sapere. ​Perché le donne sono così disorientate dalla pelle che si sfoglia Prima di svelarti i motivi che inducono una donna a credere che sarà costretta a convivere per sempre con una pelle a grattugia, una pelle squamosa, permettimi di raccontarti la breve storia della cosmetica. La storia dei cosmetici corre parallela a quella dell’uomo fino ad arrivare ai giorni nostri con lo scopo di mantenere un soggetto sano ancora più sano (…in teoria). Durante il diciottesimo secolo compaiono i “ciarlatani” e la prima pubblicità. Nonostante la presenza diffusa di farmacie per l’acquisto di materie prime e oli vegetali, sempre più piazzisti ambulanti vendevano prodotti di bellezza profumati di ogni genere e dalle proprietà più stravaganti; è a loro che si deve la nascita del termine “ciarlatano”, per l’appunto. Tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo nascono le prime industrie cosmetiche In teoria l’introduzione di una regolamentazione per i cosmetici e i prodotti da toilette con lo scopo di garantirne la sicurezza per l’uomo avrebbe dovuto tutelare il bene del consumatore, infatti a partire dagli anni Sessanta, si impongono prodotti tecnicamente ben fatti e che non contengano ingredienti cosmetici nocivi per la salute. Negli anni Ottanta e Novanta i cosmetici diventano a tutti gli effetti un importante aiuto per la cura personale; non più quindi solo palliativi estetici, ma prodotti funzionali in grado di contribuire al mantenimento della salute della pelle così da consentire il raggiungimento o il mantenimento della bellezza. E fin qui la teoria, se fosse applicata alla lettera, sembrerebbe farci dormire sonni tranquilli. Tuttavia ho la netta sensazione che oggi lo stile del ciarlatano del 1700 sia tornato in voga più che mai. Cosa non quadra? Se da un lato le normative impongono l’utilizzo di ingredienti rispettosi della salute, al contrario esistono ingredienti consentiti che non fanno propriamente il loro dovere e prosperano nelle mani di venditori poco eruditi. Ma veniamo al sodo, perché è giunto il momento di capire una volta per tutte come districarsi nella jungla del cosmetico. Dimmi la verità, quando cerchi un sistema per ammorbidire la pelle secca scandagli il web alla ricerca di una crema idratante di qualità. Ne hai provate 897, tutte lasciano il tempo che trovano ma l’ennesimo pellegrinaggio su nuovi siti accattivanti potrebbe essere quello giusto. Pelle che si squama, pelle del viso screpolata… Wow! Effetto velluto immediato ma, a fine giornata, la carta crespa ricompare. Se ti dicessi che la crema dovrebbe essere l’ultimo dei tuoi pensieri mi daresti della pazza, ma siccome sono veramente pazza te lo dico seriamente. Ecco come stanno le cose. La pelle è un involucro, una barriera che piange o ride in base al cosmetico che incontra. Se un aggressore la tormenta tutti i giorni avrà ben il diritto di creare uno scudo… ops, una corazza dura e ruvida per difendersi. Identikit di un aggressore Tutti pensano che la pelle secca sia asciutta perché scarseggia l’acqua nel corpo. Non è un caso che tra le giustificazioni che ascolto l’affermazione tipo è: “eh sì,

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Ringiovanire, come esaltare l’età e ascoltare il proprio corpo

Ringiovanire e invecchiare.  Diceva Cicerone nel suo De Senectute: “Le armi in assoluto più idonee alla vecchiaia… sono la conoscenza e la pratica delle virtù che, coltivate in ogni età, dopo una vita lunga e intensa, producono frutti meravigliosi“ Cara amica l’esperienza mi ha insegnato che vedersi invecchiati e invecchiare sono due cose molto diverse. Invecchiare significa che hai saputo creare con il tuo corpo un legame indissolubile di cura, amore, protezione e rispetto. Vedersi invecchiati significa invece che hai subito, senza accorgertene (o forse te ne sei accorta ma hai avuto paura di ammetterlo a te stessa) un distacco dalla tua femminilità, in nome di vecchie tradizioni, vecchie abitudini e pregiudizi che impongono alle donne oltre i cinquant’anni di dimenticare il proprio corpo.  Siamo nel 2021 ma le mie orecchie ogni tanto intercettano ancora discorsi bigotti. Per alcuni, la femminilità della donna cinquantenne dev’essere accantonata, in virtù della maturità sopraggiunta. Qualsiasi vanità è percepita come un’inutile leggerezza nel tentativo di ringiovanire.  Io proprio non lo accetto e neppure tu, ne sono certa, ma ti dirò anche che sto assistendo ad una rivoluzione culturale che, inaspettatamente, vede al comando schiere di donne over 60. Donne guerriere che, se non si sono mai concesse il “lusso” della cura estetica in gioventù, rivendicano fieramente il diritto di vedersi più belle.  Premesso ciò, vorrei raccontarti la mia storia di trasformazione alla soglia dei 50 anni.  Credo proprio che noi over cinquanta abbiamo il diritto (diciamo pure il dovere!) di sentirci ancora desiderabili, in pace con noi stesse. Vogliamo riconoscerci allo specchio per rendere visibile una bellezza più consapevole e carica di quel fascino figlio della sicurezza e del vissuto che da giovani non conoscevamo.  Abbiamo ancora il diritto di sentirci gnocche, insomma…  Cosa significa quindi ringiovanire?   Non voglio dire che dobbiamo atteggiarci a giovincelle o mettere in atto stratagemmi al limite della goffaggine tipo vestirci come una sedicenne, mostrare l’ombelico, portare i capelli lunghi fino a metà schiena o truccarci come una attrice di teatro drammatico. Ti accorgi che puoi ringiovanire quando ricominci a dare attenzioni a te stessa.  Scegliere metodi integrati per effetti che durano nel tempo  Durante la decade che mi accompagnava al compimento dei ’50, il mio chiodo fisso è diventato sentirmi DONNA. Lo so a cosa stai pensando…  Si, lo ammetto, fino ad allora prevaleva la mia parte “maschile”, quella che convoglia tutte le energie sui doveri professionali e famigliari, senza dare spazio e voce ad alcun vezzo. C’è stato un momento in cui ho capito che stavo andando verso il decadimento, ma allo stesso tempo la vita mi offriva l’opportunità di mixare l’esperienza degli anni al desiderio di sentirmi viva e fiera di me. Dal dialogo tra lo specchio di casa e la mia anima è nato il metodo Studio Acqua. L’ho formulato per accompagnare me e le donne a ringiovanire. Funziona così. Prendo per mano una donna fino a condurla a riscoprire la vera bellezza, renderla visibile attraverso la cura della pelle. Il mio intento è far percepire la pelle come involucro esterno di un’interiorità ricca di storia, la tua storia. Ho individuato alcuni punti chiave per arrivare a un ringiovanimento permanente. Voglio che tu sappia quali sono.  Presupposti scientifici, scelta di servizi e cosmetici privi di tossicità per la pelle e la persona, rieducazione funzionale permanente dell’organo pelle, monitoraggio dei risultati, analisi strumentale, assistenza costante attraverso check-up e consulenze personalizzate.  Il mio obiettivo è cancellare gli inestetismi e mantenere il risultato nel tempo, perché se devo dirla tutta non mi basta dare un esito che nel migliore dei casi dura due giorni. A 50 anni, a 60 anni possiamo raggiungere la mente attraverso l’equilibrio con il corpo, una sorta di patto: io non ti abbandono, tu non abbandonare me.  Sono una donna che lavora, a volte in “gioventù” ho esagerato con le ore dedicate alla carriera, lo ammetto.  Lavoro, lavoro, lavoro e poca cura di me…pensavo di non averne bisogno, avevo dimenticato che tra i 30 e i 40 anni intorno a me scorrazzavano 2 bimbetti che magari avrebbero voluto vedere la mamma sorridere qualche volta in più.  Oggi invece ho capito che raggiungere la pace mentale non è una goduria fine a sé stessa ma è quella condizione indispensabile che, mentre ti rende vincente verso le scelte professionali, irradia luce a chi ti sta intorno, ex bimbetti compresi. E non c’è scusa che regga, se non passi attraverso equilibrio e unità, non conservi la tua identità, non ti senti sicura, non raggiungi gli obiettivi che ti sei prefissata.  Conosco bene cosa significa aver paura di invecchiare. Tutte noi abbiamo una doppia percezione: come ci vediamo noi e come ci vedono gli altri.  Se invecchiare è naturale, vedersi invecchiate è ben diverso.  Ti vedi invecchiata quando si rompe il rapporto di solidarietà con il tuo corpo. Ringiovanire significa rinsaldare quel legame. Ogni giorno ascolto storie di donne che avvertono a fior di pelle il desiderio di sentirsi giovani ma sono frenate nella ricerca di come raggiungerlo, a causa delle molte delusioni subite.  Hanno provato trattamenti dai risultati appena visibili e non costanti nel tempo, vissuti come inganni spacciati per miracoli: internet ne è pieno e ha creato una legione di donne che pensano non ne valga più la pena.  Un inestetismo è un problema che porta in sé la soluzione  Torniamo alla mia esperienza…  Fino ai 30 anni ho lottato contro il problema dell’acne senza aver ricevuto un supporto e cure efficaci. Nessuno ha mai compreso il disagio emotivo che accompagnava i miei bubboni. Era un disagio emozionale, una mancanza di equilibrio interiore. Forse per istinto di sopravvivenza, mi sono avvicinata all’arte del massaggio per accarezzarmi l’anima e, mentre lenivo i disagi delle persone che incontravo, comprendevo che allo stesso modo avrei potuto aiutare me stessa.  Durante gli anni dedicati allo studio e alla ricerca ho compreso che l’asse intestino-pelle-cervello è la chiave di accesso ad un protocollo di intervento più completo, profondo e quindi risolutivo per qualsiasi inestetismo manifesto. Mi sono avvicinata all’apprendimento dell’estetica tradizionale comprendendone i limiti e stravolgendone il concetto.  Dopo 20 anni di incertezze e navigazione a vista, ho aggiunto alla mia professione il tassello mancante. La formazione specialistica in estetica oncologica, cioè l’approccio scientifico e il concetto di metodo integrato in collaborazione con figure sanitarie, il

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